giovedì 25 dicembre 2008

Letterina a Babbo Natale

Letterina dei desideri per San Calogero

Al preg.mo Babbo Natale Scandinavia

Caro Babbo Natale,

Per San Calogero 2009 non so distillarti in poche parole cosa vorrei, quindi andrò alla rinfusa seguendo ciò che mi passa per la mente in questo momento. Di certo vorrei una San Calogero più civile, non che non lo fosse, ma talvolta qualcuno dei suoi cittadini scorda di essere in uno Stato di diritto comportandosi come meglio crede, non tenendo conto che superato da tempo lo “Stato di natura”, esistono diritti e doveri. Vorrei una San Calogero più in pace con l’ambiente, meno deturpata meno cementificata, più bella ordinata e curata che fa la raccolta differenziata che trae profitto da quest’ attività e non la veda solamente come un’incombenza fastidiosa da rispettare. Vorrei più spazi verdi, infrastrutture sportive, biblioteche e sale internet. Vorrei vedere sancalogeresi guidare meno SUV e inforcare più biciclette. Vorrei una Sancalogero che persegue uno sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale ambientale ed economico. Vorrei una San Calogero in controtendenza col resto dei paesi della Calabria, che sa trattenere i suoi giovani migliori dando loro la speranza e la prospettiva futura di una vita serena e felice accanto ai propri cari. Vorrei veder ritornare definitivamente a casa i sancalogeresi al nord per lavoro. Vorrei veder ritornare definitivamente a casa, gli emigrati in Svizzera, Argentina, Germania, ormai troppo stanchi di far fronte all’ennesimo sacrificio. Vorrei veder loro gettare la valigia di cartone nel grande fuoco della Santa Notte. Vorrei una San Calogero meno “caciarona” che bada alla sostanza, che non si perda in chiacchere, che non si accapigli per il gol annullato ad Ibraimovich, ma che si preoccupa e s’incazza per le condizioni di vita sociale dei propri figli fratelli sorelle padri e madri. Vorrei sancalogeresi più educati, acculturati, positivi, propositivi, più originali, più stimolati e stimolanti, più artisti, meno approfittatori, meno mariuoli, più solidali, più civili, che sappiano relazionarsi con chiunque portando alto il nome della città da cui provengono. Vorrei sancalogeresi più in pace con sé stessi. Vorrei amministratori più seri, competenti, scrupolosi, efficienti e più responsabili che hanno a cuore il bene e l’interesse dei propri concittadini, Vorrei meno fatti delittuosi e più fatti positivi di cui andare fieri. Vorrei sancalogeresi tenaci con gli attributi tosti e duri come il marmo di Carrara. Caro Babbo Natale spero non siano troppo impegnativo quello che ti chiedo. In fondo se io credo nella tua esistenza che mi costa credere che tu possa veramente esaudire i miei desideri?!

Cordialmente Marco Galati San Calogero 24.12.2008

Ps Caro Babbo Natale avrò sicuramente dimenticato qualcosa nel mio elenco di desideri ma tu fai finta che io l’abbia scritto.

Bisogna saper perdere

In politica ci sono due differenti modi di reagire ad una sconfitta elettorale da cui originano due consequenziali modi di fare opposizione. V’è la maniera positiva, propria dello sconfitto-positivo, che dà luogo a una sana e democratica opposizione contribuendo alla crescita della comunità che rappresenta e la maniera negativa tipica dello sconfitto-negativo che irresponsabilmente sfregia la dialettica politica dando luogo a situazioni conflittuali e dannose per la collettività stessa. Nel primo caso lo sconfitto riconosce signorilmente di aver perso, fa autocritica, si congratula con l’avversario e si dice pronto a dare una mano al suo ex sfidante per il bene della causa (nazione, regione, comune ecc) per cui si batteva.

Per intenderci è l’atteggiamento tenuto dal candidato repubblicano alla Casa Bianca Mc Cain alle recenti elezioni presidenziali, nei confronti dell’ex sfidante e futuro presidente degli Stati Uniti il democratico Barack Obama.
Questo significa che l’opposizione creatasi, vigila sull’operato della maggioranza, dialoga con essa e ne influenza per quanto possibile l’attività senza schemi preconcetti cercando di arrivare sempre all’adozione di provvedimenti condivisi. Le due fazioni si combattono, alle volte anche aspramente, ma quando il caso lo richiede, sono pronte ad assumersi ognuno le proprie responsabilità per il bene comune. E’ il caso della cosiddetta “opposizione costruttiva”.

L’altro modo di perdere, lontano anni luce dalla signorilità d’oltreoceano e dal modello anglosassone, è quello italiano.
Quello dove lo sconfitto (negativo) è tale, non perché il candidato avverso si è dimostrato più convincente portando in campagna elettorale programmi migliori, innovativi è più congeniali ai tempi, ma perché sicuramente sarà successo qualcosa di losco, qualcuno avrà tramato al buio, qualcuno avrà complottato alle spalle.

Un caso di questi lo si è avuto in passato col nostro attuale presidente del Consiglio Berlusconi quando all’indomani della sconfitta elettorale contro Prodi accusò, badate bene, l’avversario di brogli nel momento in cui a guidare le sorti del Viminale (il ministero dell’Interno che segue passo passo le elezioni) era un suo fedelissimo, il ministro Pisanu (sic!). Berlusconi in quel frangente, con poco senso del ridicolo, accusò la sua stessa squadra di governo di brogli ai suoi danni, da non credere!

Il perdente in questo secondo caso sbraita, insulta (Berlusconi - sempre Lui - definì “coglioni” gli elettori del centrosinistra), accusa amici e nemici, non fa autocritica, porta rancore all’avversario e futuro amministratore e, non intende minimamente dargli una mano anche a costo di affossare le sorti della nazione, per cui si stracciava le vesti in campagna elettorale. Si crea di conseguenza una ”opposizione distruttiva”

Qui il soccombente, non facendo autocritica, non si accorge che gli elettori non l’han votato perché verosimilmente hanno ritenuto lui e/o la sua squadra di candidati e/o il suo programma elettorale non all’altezza della situazione o perché semplicemente avendo avuto modo di amministrare ha deluso le aspettative di quanti un tempo credevano in lui.

Sennonché inizia il “secondo tempo” dello sconfitto (negativo):

Se si trova in aula essendo a corto d’idee e programmi comincia nella migliore delle ipotesi a fare ostruzionismo becero e insensato, nella peggiore, inizia a delegittimare e a demonizzare chi governa accusandolo di ogni sorta di nefandezza e illegalità, nonostante i tutori della legge lo rassicurino sulla legittimità degli atti e ne archivino puntualmente le sue denuncie.

Se invece, lo stesso non siede nemmeno sui banchi dell’opposizione e in passato ha avuto responsabilità di governo, ai comportamenti e alle accuse del primo, aggiunge i suoi personali revisionismi storici. E inizia a rifare la storia della cosa pubblica, con i “se” e con i “ma”, addebitando i propri insuccessi al neonato governo e prendendosi i meriti per i risultati positivi raggiunti a prescindere della reale paternità degli stessi. Come si dice in questi casi la vittoria ha molti padri, la sconfitta è sempre orfana.

Di certo, la discriminante più importante di tutte tra lo sconfitto positivo e quello negativo la sia ha in ottica futura. Infatti il primo, all’atto di ripresentarsi agli elettori, potrà sempre far valere la sua intelligente condotta politica di opposizione costruttiva con buone possibilità di rifarsi e trionfare, il secondo, con la strategia suicida tenuta può solo sperare di non prenderle di santa ragione. Per l’ennesima volta.

lunedì 8 dicembre 2008

E' la stampa (italiana) bellezza e non ci puoi fare niente. Ahinoi!

Ho assistito per due sere consecutive, non per mia volontà, alle notizie date dal Tg1 del sedicente direttore di telegiornale Gianni Riotta. Bene, la cosa che ho provato in quegli istanti è stato un misto di rabbia e frustrazione condito da una feroce voglia di scassare il televisore con buona pace di mio papà che l’ha comprato.

La scomparsa dei fatti e l’asservimento al potere politico nel mondo dell’informazione di cui parla da tempo Marco Travaglio non sono tesi campate in aria. La riprova la si ha tutte le sere quando i gaudenti Sassoli & Co ci introducono e propinano servizi (notizie?) che nulla hanno a che vedere con quella che dovrebbe essere una sana corretta ed esaustiva informazione.

Ma mi chiedo che caspita c’entrano le manie trash dei londinesi o i consigli di cucina trasmessi alle 8.25 di Lunedì 8 dicembre con l’informazione???. Poi va’ a vedere che consigli:come preparare il sushi e il caviale senza ingrassare… ma mi richiedo: dove li trovo i soldi per comprare il sushi e il caviale se il Burattinaio che muove il mondo dell’informazione ha contribuito negli anni con la sua mala politica economica a ridurmi in mutande e deperito senza bisogno di dimagrire?!

In tutto questo ridente puttanaio dispensatore di ottimismo gratuito come Padrone vuole, ti aspetti almeno di sentire una noticina sul tema del momento, il caso De Magistris. Macché, niente. Tutto tace per non disturbare il manovratore. Uno dei casi giudiziari più gravi della storia della repubblica viene oscurato per far posto al sushi. VAFFANCULO!!!(…e quando ce vo’ ce vo’)

domenica 7 dicembre 2008

Una volta si facevano saltare in aria ora si trasferiscono


Condivido in toto lo scritto del comitato Pro De Magistris. Per questo ho ritenuto di pubblicarlo anche nel mio Blog. Noi da calabresi, da persone coinvolte indirettamente nella vicenda De Magistris, non possiamo non sentirci ancora una volta traditi da uno Stato che per evitare di fare luce sui veri autori del degrado in cui versa la nostra regione (comitato di malaffare composto da politici, massoni, 'ndranghetisti e certa magistratura) non esita a tirare fuori dal cilindro decisioni che definirle ridicole è riduttivo. Infatti la genialata presa dal Coniglio superiore della magistratura di dichiarare entrambe le procure (Salerno e Catanzaro) colpevoli (=nessun colpevole) manda all'aria quell'operazione di verità e trasparenza invocata da tempo dai calabresi onesti.
Appello alle massime cariche dello stato dai centomila firmatari della petizione a favore di De Magistris.

I Centomila firmatari della petizione per de Magistris chiedono trasparenza e imparzialità al Presidente della Repubblica, al CSM ed al Ministro Alfano.Alla luce degli avvenimenti delle ultime ore, notiamo come inizino ad agitarsi animosi i soliti insabbiatori e delegittimatori, gli stessi che manovrando sono riusciti a togliere di mezzo di volta in volta tutti i Magistrati che volevano andare a fondo sulla vicenda Why Not, ad iniziare dal PM napoletano Luigi De Magistris, Bruni e Greco a seguire.Molte procure Calabresi come alcune Lucane o Campane, appaiono essere con evidenza sempre più chiara, in mano di poteri forti e deviati, procure nelle quali la giustizia è amministrata in modo funzionale ad interessi di parte, di gruppi di affaristi e faccendieri.In queste Procure vi è stato una sorta di ammutinamento, una specie di tradimento del dettato costituzionale, di interi settori, che una volta preso il timone dirigono la prua verso le più disparate mete che nulla hanno a che fare con il concetto di legalità e giustizia.In questo momento i grandi manovratori, che temono di essere trascinati dal terreno che inizia a franare, sono in fermento, cercano di coinvolgere istituzioni come il Presidente della Repubblica, il CSM ed il ministro Alfano, sbandierano strumentalmente improbabili e affatto credibili progetti eversivi, onde arginare quello “Tsunami” dell’indagine della Procura di Salerno, che di fatto avalla in modo documentato, come giuste erano alcune piste seguite da De Magistris, e che di fatto conferma l’esistenza di vere e proprie organizzazioni strutturate a tutti i livelli, anche istituzionali che sono dedite alla “rapina” dei fondi diretti alle regioni meridionali e finalizzati allo sviluppo socio-economico, ma che invece finivano su conti correnti di speculatori e affaristi.E’ un cattivo esempio civico quello che stanno dando alcuni Magistrati che invece di sottoporsi tranquillamente e con la dovuta compostezza alle istanze di altri Magistrati, si dimenano convulsamente lanciando strali e appelli per essere soccorsi, con tale forza che pare vogliano sottrarsi al’universale ed ormai accettata regola delle società civili, che la legge è uguale per tutti. I cittadini già firmatari del documento a favore di De Magistris, provati dalle insulse decisioni prese nei mesi scorsi, tese a delegittimare l’operato di coraggiosi Magistrati, invitano le importanti istituzioni chiamate in causa a tenere comportamenti consoni ed equidistanti, consci anche del fatto che, negli ultimi tempi troppe decisioni sono apparse asservite, condizionate e cedevoli.La tenuta della democrazia e la credibilità delle istituzioni, passa attraverso la garanzia di imparzialità e delle non condizionabilità delle più alte cariche dello stato.Ci si augura che dopo i le genuflessioni ed i tentennamenti, arrivino forti segnali che rassicurino il Popolo italiano del buon funzionamento delle istituzioni, lasciando i Magistrati portare a termine senza delegittimazioni o dubbi e “urgenti” provvedimenti di rimozione, le importanti indagini avviate. Come è veramente fuori luogo e fuorviante parlare di progetto eversivo, se proprio di eversione dobbiamo parlare, appare evidente a tutti gli italiani ed anche al resto del mondo, che l’unica e vera eversione portata a termine con complicità istituzionali, è stata quella che ha scippato e continua a scippare le indagini ai Magistrati che indagano su questo perverso intreccio di poteri.Azioni che di fatto sono ormai percepite impopolari e soprattutto ostative per il raggiungimento della verità e della giustizia e che gettano una luce sinistra anche su coloro che la giustizia e la verità devono o avrebbero dovuto garantire nel perseguire il loro mandato costituzionale.

Il comitato promotore della PetizionePromossa dalle associazioni aderenti alla Rete per la Calabria